Prigionieri in Caucasia

"...Di lontano, nell'obliqua luce del mattino che veniva dall'orientale bassura del Caspio a radere come lama d'acciao l'immensa pianura esaltando d'ombre quel poco che vi emerge, credetti di vedere una di quelle cartate casalinghe di color giallo denso dove s'impaniano le mosche. Erano invece prigionieri. Formicolavano sulle rive d'uno dei ruscelli che serpeggiano come piccoli vermi verso il Caspio, trovano un laghetto e lì s'annegano, senza proseguire..." Leone Concato

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ATENE - Il Giornale di Roma - Mercoledì 2 Settembre 1942 - XX