Aviazione in prima linea

Africa Settentrionale, marzo. "Avevo messo le ruote sopra una terra tanto rossa da sembrare inzuppata di sangue come i cortili dei mattatoi. Quello era certamente un aeroporto, doveva essere stato un aeroporto. Lo denunciavano le carcasse sgangherate di alcuni aeroplani britannici sparsi qua e la in pose sgraziate e oscene, molte casse e molti bidoni di benzina seminati in disordine come relitti di un naufragio. Ma non un segno di vita umana...Leone Concato

Dal ciglione roccioso s'intravedeva il vuoto livido del mare rabbuiato da nubi di tempesta. Nell'aria fredda l'umido della recente pioggia e a occidente l'ultimo barlume di luce. Fra qualche minuto la notte..." "...E già mi rassegnavo a passare la notte rannicchiato nella stretta cabina (abitacolo in lingua tecnica di costruttori di aeroplani). Da una pista venne avanti barcollando un carro armato, cauto guardingo e cieco. Sul muso aveva la croce tedesca. Come una lenta tartaruga impacciata dal fango. Ne scese un soldato. Mi spiegò che li accanto c'era il comando tedesco, che mi ci avrebbe accompagnato. Soffiava un vento dal nord, umido come l'erba mattutina...."

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08 Marzo 1942 - Anno XX

NDR: Il capitano Dante Ocarso fu un asso della caccia italiana e morì il 28 novembre 1942. Il suo aereo aveva avuto una panne al motore e lui era stato costretto a lanciarsi in mare a sud della Sardegna mentre tornava da una missione sulla Tunusia. Lo trovarono dopo un paio di settimane, morto di stenti a bordo del suo battellino di salvataggio, una fine davvero orribile. Era un comndante molto amato e rispettato. (testo di Ludovico Slongo)
 

In basso due foto del Capitano Dante Ocarso (per concessione di Ludovico Slongo)