Un Principe dell'Aeronautica Italiana

Leone Concato, un Principe dell’aeronautica italiana, famoso aviatore reporter, inviato speciale di Mussolini, nasce a Sossano (Vi) nel 1912. Laureato in Giurisprudenza diventa prestissimo una nota firma delle più importanti testate italiane, La Stampa e il Corriere della Sera, ed a soli 28 anni è il più giovane giornalista italiano ad aver vinto l’ambito Premio Massai. Figura di spicco nel mondo aeronautico al quale si deve l’introduzione e lo sviluppo dell’elicottero in Italia...

Nel 1950 importa dagli stati uniti, con la compagnia da lui fondata, l’AERSILTA, le licenze di costruzione degli elicotteri Bell. Nel 1952 concede le sub-licenze alla socità Costruzioni Aeronautiche G.AGUSTA spa (MV Agusta – motociclette) della quale sarà il vero stratega nonché il Vice Presidente.  Al fianco del Cav. Domenico Agusta, governerà l’azienda, sino ad espanderla e condurla ai vertici internazionali, quello che oggi, grazie a lui, alla sua grande lungimiranza ed alle sue raffinate doti intellettive, è il più grande gruppo aeronautico italiano. Durante questi 25 anni fonderà e condurrà, quale Direttore Editoriale, l’unica rivista italiana di elicotteri mai esistita in Italia, L’ALA ROTANTE. Uomo chiave della Mc DONNEL DOUGLAS americana, per l’acquisizione degli aerei DC9 da parte dell’ALITALIA,  e per la cessione delle licenze di costruzione del primo Commuter italiano alla PIAGGIO, il bimotore PD 808. Promuoverà e condurrà ,con la BOEING Vertol, l’acquisizione da parte delle Forze Armate Italiane, dei grandi elicotteri d’assalto bi-rotore Chinook CH47, e con la SIKORSCKY degli elicotteri Antisommergibile AS 61D e Soccorso Aereo HH3F. Gli verrà conferito, dagli Stati Uniti, il riconoscimento di Cittadino Onorario del TEXAS per i grandi meriti nel campo aeronautico.

Leone Concato verrà barbaramente ucciso a seguito di sequestro di persona, ed uscirà “misteriosamente”di scena, nel 1977 proprio negli anni della statalizzazione delle aziende private, un sistema al quale, lui, si opponeva con fermezza. Due mesi dopo la sua uccisione l’Agusta spa venne assorbita dall’EFIM (ente statale) per il 98% delle quote e, su Leone Concato, “non si capisce bene perché”, venne steso un velo di omertà, passando così, direttamente, dall’essere stato uno dei più grandi uomini della storia dell’elelicottero e dell’aeronautica italiana, al dimenticatoio.

Il suo nome era presente in tutti quotidiani nazionali e telegiornali. All’epoca del sequestro l’importanza strategica di quest’uomo fece si che, in via assolutamente straordinaria, venissero contemporaneamente mobilitati l’Esercito,  i Carabinieri e la Polizia, con spese ingentissime per l’effettuazione di battute a tappeto, in Sardegna, con un dispiego di forze e di mezzi mai viste prima di quell’evento. Eppure c’erano già stati sequestri importanti quali quelli di Olivetti (macchine da scrivere) e Peruzzi (cementi) ma, per loro, quell’imponente impegno delle Forze Armate non s’era visto, e neppure per i sequestri successivi. Chi sa per quale logica quel trattamento speciale fu riservato ad uomo,  un uomo solo in Italia, Leone Concato, un uomo del quale oggi nessuno osa nominare più il nome, se bene di occasioni, per una figura di quella levatura, ve ne sono a bizzeffe.

Gabriele Concato