Raffaello Guzman; le nostre vite scorsero parallele

Hanno rapito Leone Concato. Quando la notizia è arrivata in redazione sono rimasto letteralmente di sasso. Tutto può accadere oggi, in questo allegro (si fa per dire) paese. La sola cosa che  mi rasserena un po' è che Concato prenda questa avventura con quel coraggio, quella filosofia, quel fatalismo che dimostrò nelle imprese di guerra. Giornalista aeronautico come il sottoscritto. Leone Concato, infatti, vicentino d'origine ma stabilito a Roma ove lavorava nel '40 per una catena di gionali, si arruolò anch'egli come il sottoscritto volontario:  e le nostre vite scorsero parallele per tutto l'arco del conflitto. Entrambi eravamo ufficiali piloti addetti a reparti operanti, entrambi eravamo corrispondenti di guerra per l'Aeronautica, due dei "privilegiati" (il terzo era Beonio Brocchieri) che avevano in dotazione un aeroplano personale, il "Saiman 202" per i trasferimenti e i voli in zona di operazioni. Ci trovavamo ora qua ora là per il mondo: a Bengasi e a Tirana, a Odessa e a Stalino. Le pallottole ci sfiorarono  molte e molte volte, ma fummo più bravi di esse....Raffaello Guzman

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IL TEMPO Domenica 29 Maggio 1977